Iniziano oggi le uscite del mio Mock per lo NBA Draft 2023, ormai tradizione dal 2K15.Ormai tradizionale dal 2K15. Rispetto agli altri che trovate in Italia NON è copiaincollato dai siti USA, e le note finali cercano sempre di rimandare a un giocatore simile del presente ma anche del passato, per indurre in curiosità anche i più giovani, quelli non nati nel 1995 per esempio. Potete anche essere sicuri che, eccetto qualche talento la cui formazione non è rintracciabile sui radar dello streaming, ho visto ogni giocatore almeno una volta in una intera gara, non su un video di high-lights.
Fino allo svolgimento della Lottery, trovo inutile accoppiare le squadre ai giocatori, ecco come mai per qualche settimana ancora troverete la prima colonna vuota. Nelle varie uscite, una a settimana come media, troverete eventuali nuove entrate o variazioni di posizione, le caratteristiche generali di questo Draft, che ha qualche elemento diverso dal solito, e un approfondimento su alcuni giocatori. Oggi si inizia con
TRAYCE JACKSON-DAVIS #29. Forse il caso più controverso e del 2023. La sua frame, la sagoma, è quasi identica a quella di Banchero, TJD è leggermente più pesante e meno atletico ma molto più passatore. A mio modesto parere, a dividerlo dall’essere Prima Assoluta, e a motivare il posto 29 che gli assegno, passano solo la presenza di Wemby e un atteggiamento in campo da rivedere. In realtà è, minimo, un talento da top7. Ha tiro, è potente anche se non velocissimo, sa usare il palleggio e ha le facoltà di visione e passaggio tipiche di una grande point-forward NBA. Nella NCAA giocava in una conference di livello, la BigTen, ma ugualmente a volte pareva di vedere un giocatore NBA contro dei bambini. Proprio nel paragone sta il difetto: ha spesso la stessa flemma, indolenza, superficialità di un adulto tra i bimbi. Per poi pentirsene: si veda la gara del Torneo NCAA in cui Indiana è stata eliminata da Miami alle soglie delle Sweet 16, con TJD primo a scoppiare in lacrime in panchina. È anche, a dire la verità, un senior, cosa non più comune nella NBA né apprezzata dai management, che hanno 2/3 anni meno del solito per lavorare: però lui ha già un talento cristallino, deve solo adeguare grinta e sforzo. Non è molto probabile vederlo presto in Europa, dovesse andare male la NBA, perché si tratta di giocatore dal pedigree sopraffino, destinato a coltivare a lungo il “sogno”.
EMONI BATES # 51. Ho deciso di iniziare con i “casi”. Emoni Bates, a inizio anno agonistico 2021, era il talento top della nazione. Era però finito, purtroppo, nel tritacarne mediatico/reclutatorio della Memphis U. allenata da Penny Hardaway. L’ex giocatore NBA ne ha combinate parecchie alla guida dei Tigers, forse solo perché troppo ingombrante come figura, troppo recente ancora la eco della sua carriera. Fatto è che, per esempio, James Wiseman non è andato come si sperava e ancora peggio è andata a Bates. Nel 2019 SportsIllustrated era andato leggerino sul nostro amico allora 15enne (mai dimenticarsi di certi…dettagli), con copertina dedicata e primo pensierino più o meno così: Magic, poi LeBron, poi Emoni. Da lì in poi il tracollo, comportamenti sempre più discutibili, prima promessa di andare a Michigan State (Magic…) poi ritirata per aggiungersi ai ragazzi di Penny, poi ancora altri comportamenti discutibili, esclusione dal quintetto, poi dalla rosa, poi riammesso con magra figura al Torneo 2022; mammà dice: “torna a casa”, lui molla Memphis e si iscrive a Eastern Michigan, è arrestato a inizio settembre 2022, le accuse sono fatte cadere a fine ottobre, gioca la stagione NCAA 22/23 e si dichiara per il Draft. Dato questo breve arco (2019-2023) di una ancora breve vita (nato nel 2004), pensate quanto tempo nell’ultimo quinquennio ha passato ad allenarsi per davvero, e segnatevi che con EMU ha terminato la stagione con 19-6-2 (arrotondando). Si tratta un 206 cm leggero (85 kg) che avrà 20 anni fra 9 mesi, che vive con la testa nel ferro e tira, senza la cura e l’allenamento di cui sopra, quasi il 50% da 2 e quasi il 30% da 3. Se qualcuno gli concede fiducia (SE) e se lui si raddrizza o viene aiutato a farlo (SE), torna in mente il pensierino, dannoso ma con qualche margine di verità, di SI.
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