Seconda uscita del mio Mock Draft per il 2024.
Alla previsione ho aggiunto per ogni giocatore gli NBA-alike, dal passato più o meno recente. Il tema della puntata, però, è anche esplorare due storie che hanno lo spagnolo come seconda lingua. Si tratta di due giocatori che potrebbero NON venire scelti al prossimo Draft, per ragioni molto differenti.
Il primo è Papa Ababacar Bartolome (Baba) Miller, classe 2004. Canterano del Real dall’età di 12 anni, genitori di passaporto britannico, ha lasciato la Spagna nel 2021 (dopo aver vinto la EL NextGen coi Blancos e aver debuttato in quella vera) per trasferirsi in NCAA, a Florida State. Di ruolo ala, power o small non fa differenza, continua la recente tradizione di pregiate forward uscite dai Seminoles: raccoglie infatti la torcia portata prima da Jonathan Isaac e poi da Scottie Barnes. Di lui si è parlato molto per essere stato costretto a saltare metà stagione a causa di una sanzione NCAA perché la famiglia aveva ingenuamente accettato, ma poi prontamente restituito, i soldi per il primo volo e il primo camp sostenuto dal ragazzino appena arrivato in USA. Questo problema ha accorciato il suo primo anno, insieme ad alcuni infortuni piccoli ma fastidiosi che lo hanno inseguito anche alla seconda stagione NCAA: per questo il suo valore al Draft è oltre i primi 60, e perché quasi nessuno pensa che davvero lascerà i Seminoles: la possibilità che si faccia anche il terzo anno è molto elevata. Nel frattempo, estate 2023, Baba ha aiutato non poco la nazionale U19 spagnola a vincere i Mondiali.
Il secondo giocatore è Armando Bacot, che gli americani pronunciano inglesizzando ed è nato in Virginia, ma la famiglia ha palesi e non dimenticate origini caraibiche. Bacot sta per finire il suo ultimo e quinto (ha usato il bonus-Covid per rimanere fino alla fine a North Carolina U) anno NCAA. Finirà il college a 25 anni passati. Si tratta di un centro di 211 x 112, bello piazzato, non particolarmente atletico ma dotato di rara intelligenza e grande senso del basket: i suoi record a North Carolina, insomma, non dipendono solo dalla lunga permanenza. Forse l’atletismo di Armando non è di puro livello NBA, ma sarebbe perfetto per l’Europa, e non è alcunché di tecnico o atletico a tenerlo fuori dai primi 100 prospetti USA. Sono tanti a ritenere inutile spendere una scelta per un 25enne con poco margine di sviluppo (vero), che potrebbero chiamare ai vari camp da undrafted (vero) e ha più volte dimostrato di volere soprattutto “stare comodo” nel basket. Vera anche questa ultima cosa, ma va spiegata. Rimanere a UNC è stato più facile che affrontare un Draft 2023 dal quale sarebbe uscito come late-first round: prospettive di tanta panca e tanto viaggiare senza giocare. Inoltre Bacot è un imprenditore già di successo. Ha infatti sfruttato a pieno il NIL (Name – Image – Likeness), la nuova prospettiva NCAA (forzata da un verdetto della Corte Suprema) secondo cui i giocatori di college possono monetizzare il proprio Nome – Immagine – Gradimento. Bacot possiede già alcune attività e una fondazione: non tutti sono sicuri che vorrà continuare col basket o che il suo impegno nel basket sia davvero a lungo termine. Ecco perché potrebbe non venire scelto: è un rischio, certo, ma un club europeo che volesse provare almeno a testarlo troverebbe non un ragazzo al primo colloquio, ma un uomo fatto e un giocatore ideale per la dimensione EL, per esempio.
Ed ora la seconda uscita del Mock
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