C’è un modo diverso di parlare di pallacanestro e che va oltre il risultato, le statistiche, il semplice racconto della partita. È il modo di Basket Story, il magazine mensile che trasforma il basket in cultura, memoria, emozione e narrazione.
Con il numero 44, Basket Story torna ad accompagnare gli appassionati in un viaggio tra storie dimenticate, personaggi iconici, leggende, aneddoti e scenari internazionali, mantenendo intatto il suo stile: raccontare la pallacanestro attraverso le persone, i luoghi e le passioni che la rendono eterna.
Ad aprire il magazine è il direttore Salvatore Cavallo con “La palestra di Rue de Trévise”, un affascinante viaggio nella storica palestra parigina dove nel 1893 si giocò la prima partita di basket in Europa: un autentico tempio della pallacanestro mondiale.
Il vicedirettore Andrea Ninetti firma invece “Il ritorno della Virtus tra Serie A e NBA Europe”, approfondimento dedicato alla possibile rinascita del grande basket romano tra tradizione, nuovi investimenti e scenari legati al progetto NBA Europe.
Spazio alla grande letteratura cestistica con Lorenzo Mangini, autore del libero “Lou Carnesecca”, intenso ritratto del leggendario coach italoamericano simbolo della St. John’s University e figura amatissima anche dal basket italiano.
Gerardo De Biasio ci accompagna nella carriera di uno dei personaggi più iconici della pallacanestro italiana con “Il colosso di Altamura”, lunga intervista-racconto dedicata a Meo Sacchetti, tra imprese azzurre, successi a Sassari e ricordi di una vita vissuta a canestro.
Lo sguardo si allarga poi oltre oceano con Enrico d’Alesio e “Un roster italiano nella NCAA”, viaggio tra i giovani talenti italiani impegnati nel basket universitario americano, tra prospettive NBA e nuove sfide internazionali.
Il numero propone anche “La tela di Penelope per un canestro social”, firmato da Salvatore Cavallo, dedicato al fenomeno social Eurobuckets94 e alla passione contagiosa di Penelope Laskari, nuova voce digitale del basket europeo.
Non mancano le storie di territorio e identità cestistica con Klaus Krug e “Denominazione Origine Controllata e Garantita”, dedicato al percorso di coach Cotelli, simbolo della crescita e della continuità tecnica di Brescia.
Il viaggio di Basket Story prosegue con “Bucci e il basket come filosofia di vita”, intervista immaginaria e “irrealizzabile” di Salvatore Cavallo a uno dei grandi coach italiani, ancora oggi fonte di ispirazione.
Con “Il guascone Brad, buono come il pane” Klaus Krug accompagna il lettore dentro una storia fatta di passione, sacrifici, intuizioni e momenti decisivi, restituendo non solo il profilo del Branson uomo di basket, ma anche l’atmosfera di un’epoca e di un ambiente che hanno contribuito a costruire cultura cestistica.
Di grande fascino “Book Reading – Akron andata e ritorno” di Roberto Bergogni, rubrica che unisce letteratura e pallacanestro attraverso un viaggio narrativo nella città simbolo di LeBron James e del basket americano contemporaneo, tra ricordi e suggestioni legate ad Akron, raccontando come un luogo possa diventare identità sportiva, mito e narrazione collettiva.
Basket Story #44 è molto più di un magazine: è un archivio di emozioni cestistiche, pensato per chi considera il basket non soltanto uno sport, ma un linguaggio universale capace di attraversare epoche, generazioni e confini.











