Una Fortitudo compatta, anche se eccessivamente distratta nel finale, riesce a far suo l’anticipo della quinta giornata e impone la legge del PalaDozza (nona vittoria su undici gare casalinghe) anche alla Virtus Roma, ancora una volta arresasi quando doveva stringere i denti, nell’unico momento di difficoltà, vissuto ad inizio ripresa, che è poi costato la partita. Gli uomini di Bucchi, la cui panchina appare sempre traballante nonostante le smentite ufficiali giunte dalla società lo scorso venerdì, non hanno mai mollato, anche quando Aradori e Sims li hanno spinti via lontano e questo può essere l’unico elemento positivo da cui ripartire dopo la pausa per la Coppa Italia, appuntamento a cui invece parteciperà la Fortitudo Bologna  che avrà Brescia come prima avversaria.

LA GARA Un paio di prodezze di Alibegovic per spaventare in avvio il vecchio palazzo di Piazza Azzarita, poi la Effe iniziava a macinare ritmo e punti con l’ex Aradori, che vivrà una serata di grande ispirazione. I capitolini, con Dyson ancor più limitato a causa di un infortunio al piede occorsogli giovedì scorso, si rifugiavano dal totem Alibegovic ma trovando punti e difesa anche dai presunti gregari; chiuso sul 41 pari il primo tempo, la Virtus si lasciava colpevolmente sorprendere dall’aggressività dei biancoblu, che trovavano un propulsore importante in Fantinelli (9 assist e 5 rimbalzi), bravo ad innescare Sims ed Aradori quando i dardi infuocati di Robertson non bruciavano la retina ospite. Roma sbandava, il 58-49 del 25′ si trasformava nel 71-57 in avvio di ultimo quarto. In quel momento, però, il classico passaggio a vuoto dei bolognesi faceva scopa con la reazione di Baldasso e company e, in soli due minuti, Roma piazzava un parziale di 10-0 riaprendo i giochi. Coach Martino si affidava ancora al veterano Aradori, mentre Robertson colpiva senza pietà dall’arco e Daniel produceva guizzi importanti a rimbalzo d’attacco (85-72 al 36′). Gara chiusa? Si, ma con un inatteso brivido in coda, perché la pazza Virtus di questa stagione riusciva a rimontare, passando dal 92-78 del 39′ al 94-92 con 1 secondo da giocare, un tempo però troppo esiguo per sperare di spezzare la ali del destino.

MAGIC MOMENT I primi 5 minuti della ripresa, quando la band di coach Martino traeva linfa vitale dalla difesa per poi aprire il fuoco in attacco sulle ali della fiducia. Il ritmo feroce imposto dai padroni di casa in quei frangenti, unito alla spinta incessante di un pubblico molto caldo, era alla base del break che avrebbe poi deciso la sfida.

MAN OF THE MATCH Aradori infila una partita da vero leader caricandosi sulle spalle la squadra quando è stato necessario accelerare o vincere nuovamente una gara che sembrava ormai chiusa. Menzione d’onore per Robertson e Sims ma preziosi sono stati anche il Leunen dei primi minuti e Fantinelli.

NUMBERS 26 i punti di Aradori con 5/7 dal perimetro, una bellezza per gli occhi di chi lo ammira. Robertson ha chiuso con 22 punti e 5/9 da 3, quasi una sentenza ma principalmente un rebus irrisolto per Roma. 1/13 la percentuale dall’arco degli ospiti fino al 39′, poi un irreale 4/4 in 49 secondi che rende ancor più amara l’ottava sconfitta consecutiva. 121 la clamorosa valutazione accumulata dai padroni di casa, un dato che fa arrossire il pur valido 108 messo in piedi dai capitolini. 24 punti e la faccia giusta per il ritrovato Amar Alibegovic, uno che proprio in una realtà come la Fortitudo, dove suo padre Teo è stato un’icona, potrebbe trovare in futuro la dimensione giusta per esplodere definitivamente.