La vittoria è un grande detersivo, Luca Banchi che con la voce strozzata subito dopo la conquista di uno scudetto atteso da 18 anni, aveva inneggiato agli investimenti del club, quel perfetto uomo-azienda come descritto da colui che nella galassia Armani gestisce la parte commerciale nella quale ha trovato la sua collocazione l’Olimpia Basket, non ha solamente salvato la sua ghirba contro la sua ex squadra che stava per rovinarli la carriera. Ma ecco quando si dice la fortuna: niente Ettore Messina, per la seconda volta, invece Luca è stato premiato anche una seconda volta col rinnovo del contratto per un altro anno, e quindi Milano lo vedrà per altre due stagioni.

In fase di trattativa raccontano anche che il coach grossetano abbia dimostrato di avere un cuore d’oro perorando la causa di David Moss, il suo “agente speciale” che si ritroverebbe sul capo, come tanti colleghi ex senesi fra cui il lituano Kaukenas, un verbale di constatazione della Guardia di Finanza con numerosi zeri, oltre a un rigurgito della vicenda giudiziaria legata a una lunga notte fiorentina in discoteca di cui hanno parlato i giornali.

Al rientro da una trasferta con la squadra, conosce una hostess della Lufthansa, i due decidono di andare a ballare, poi lei lo denuncia perché avrebbe peccato di galanteria. Moss smentisce, offre una versione diametralmente opposta, alla fine del procedimento la storia è archiviata dal tribunale di Firenze ma viene impugnata dalla parte soccombente e un altro giudice qualche mese dopo decide di riaprire il fascicolo, poi non si è saputo più nulla. E quindi si ricomincia daccapo.

L’Olimpia, ma questa è una cosa delicata e che fa onore, ha un contratto in essere con Moss per un’altra stagione e anche per lui lo scudetto vale un uno + uno e sarebbe pronta a supportarlo con il proprio ufficio legale in tutte quelle problematiche riguardanti il periodo senese, ma esclusivamente – si badi bene – per le contestazioni fiscali.

Matita blu, invece, da parte del coach riguardo ad alcuni pezzi della squadra vincente, dopo Marquez Haynes (e l’acquisto di Hackett) non ci sarebbe posto per Curtis Jerrells che sembrava tornare utile nonostante voci di una sua partenza per la Turchia o la Grecia. Via anche Samardo Samuels che, a parte gara2, ha subito troppo Otello Hunter. E via anche Gani Laval poco tecnico e continuo e l’altro ex senese Kangur.

In arrivo quindi un centro e un quattro importante europeo, Armani è una grande attrazione nel mondo del fashion, il mondo degli sportivi famosi e c’è chi non esclude addirittura il nome dello zar russo dei canestri, Andrei Kirilenko che il 24 giugno ha esercitato l’opzione d’uscita dal contratto con Minnesota e potrebbe essere l’uomo-Armani per l’interessante mercato russo.

Firmato il rinnovo, Banchi è volato al seminario annuale organizzato dall’Euroleague per coinvolgere gli allenatori nella sfera della comunicazione e discutere come migliorare il gioco e lo spettacolo. E ha parlato da perfetto uomo-azienda. “È giusto spingere in quella direzione, alla fine in pochi anni riusciremo a realizzare l’ida di quanto sia importante per noi offrire un miglior prodotto ai nostri fans”.

Mors tua vita mea… Per quanto riguarda lo smantellamento della Mens Sana, come Baskettiamo aveva anticipato, Meller ha fatto un ottimo lavoro nell’ultimo week end in Spagna e portato a casa per Marco Crespi un contratto con il Laboral Kuxta Vitoria, la squadra basca dove aveva trovato lavoro Sergio Scariolo dopo il divorzio con l’Armani.

Nei due anni senesi “Marchino”, personaggio che ha limato se stesso stagione dopo stagione per oltre 30 anni uscendo dal destino di una bella famiglia nella quale sarebbe diventato un signor avvocato, ha vinto più sulla carta come vice di Banchi che in prima persona questa stagione la Supercoppa. Ma i titoli sbiadiscono o scintillano di più nel tempo, nessuno può obiettare che sia stato l’uomo dell’anno e “ riportando nel momento del canto del cigno di Siena valori etici e di gioco che nel basket si erano persi”, l’ha elogiato Valerio Bianchini che di risultati-progresso se ne intende.

Al trasferimento in Spagna, ci ha precisato personalmente, manca qualche dettaglio. In ogni caso si porta un giocatore che con lui ha fatto faville, l’uomo che ha ribaltato dallo 0-2 delle prime gare il match e che ha sbagliato solo il tiro della vittoria a Milano negli ultimi secondi, quel Matt Jannings che aveva scoperto negli Stati Uniti e portato a Casale. Un breve salto a Casale dalla figlia e poi un tuffo nella Summer League di Orlando e Las Vegas dove lui si trova di casa ed è reputato uno dei migliori scout europei, quindi il ritorno in Spagna dove ha già allenato a Siviglia agli inizi del Duemila e conta molti amici ed estimatori. All’estero, forse, potrà analizzare meglio il suo capolavoro, soprattutto mancherà al basket italiano un tecnico che ha idee sue, profonde, magari di rottura, cultura internazionale e del rispetto, ma in fondo è una fortuna non poter crogiolarsi sugli allori. Lui prende il meglio del passato per trasportarlo nel divenire, non viceversa come alcuni colleghi copisti. Keep pounding, something of special, Marco.

Si attendono le ufficializzazioni delle posizioni di Gentile, leggo che il fratello Stafano vorrebbe spingerlo a giocare la Summer League con i Rockets, la squadra che lo ha scelto nei draft. Questa esperienza, abbiamo scritto alcuni giorni prima del fratello, che la Summer League di Las Vegas, un grande spettacolo con la Tv, sarebbe più utile di un raduno della nazionale. Potrebbe dire qualcosa in proposito Belinelli che ieri è stato festeggiato dalla Gazzetta dello Sport dove si è presentato il suo libro. Belinelli sembrava il meno dotato per l’esperienza americana, come diceva qualcuno, invece ha accettato la sfida, zaino in spalla e quando ha incontrato un allenatore che gli ha insegnato la difesa, Thibodeau, è diventato un uomo-Bull e con gli Spurs un campione del mondo. Seguendo i draft, nei giorni scorsi, ho capito quale sia la sua reputazione, come quella più debole del basket italiano che non è mai stati citato dai commentatori mentre più volte hanno ricordato che la Lega spagnola è la migliore d’Europa. E dire che Diaz Miguel e tutti gli spagnoli hanno imparato da noi.

Per chiudere col “sacco” di Siena, l’italo-americano Viggiano continua a viaggiare come un pacco postale, si è accasato a Venezia e il Charlie (Recalcati) è il coach giusto e il giocatore potrà venire buono per la nazionale dopo i flop di Maestranzi e Trevis Diener. Siamo in attesa della firma di Otello Hunter (Venezia o Grecia) e di Marquez Haynes (Sassari), ancora non riesco a credere che nessuno abbia capito nelle ultime due gare il grande potenziale di Erik Green, grande a non forzare quando il coach non aveva fiducia in lui e straordinario per capire, quando la squadra era in difficoltà, come sistemare il gioco e portare canestri importanti. Ma è così, in Italia, si vive solo dell’ultima impressione e come diceva Flaiano siamo un popolo che va sempre in soccorso ai vincitori.

Un occhio anche a quanto succede in Europa. Come prima mossa il Real Madrid ha scaricato Dontaye Draper ingaggiato quando si potevano avere dubbi su Sergio Rodriguez che poi è diventato il regista titolare. Il moro Draper (29 anni, 2,01) che viene dalla famosa scuola di Baltimora ha giocato senza fortuna nella nazionale croata, si è subito accasato nell’Efes di Ivkovic che ha già preso Saric, Krstic, Lasme e Perperoglu. Forte difensore, ottimo nei recuperi e nell’intensità di gioco, non ha giocato le Final Fiur di Milano per la frattura a un braccio.

Da parte sua invece il FC Bayern Monaco ha invece esteso il contratto per due anni al giovane leader, Nihad Djedovic (11,7 punti, 3,6 rimbalzi, 1,8 assist, 1,5 recuperi), bosniaco, visto giovanissimo a Roma, che non ha giocato la finale scudetto per un infortunio alla mano ma è stato basilare per portare i bavaresi al titolo.

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